Bella Ciao essay — Tash Tailby-Faulkes (B)

This is an article written by Natasha Tailby-Faulkes that she wrote for the ISMLA writing competition in June.

BELLA CIAO

Il 25 aprile, 2020 l’Italia ha celebrato il 75° anniversario della Liberazione ‘a porte chiuse’ a causa dell’emergenza sanitaria.

Il 25 aprile di 75 anni fa gli Italiani si sono riversati per le strade per incontrarsi e festeggiare insieme. Dopo mesi di occupazione tedesca e vent’anni di fascismo, il paese era finalmente libero. Le fotografie in bianco e nero mostrano volti sorridenti e gruppi di giovani a braccetto, dimostrando il senso di unità di quel giorno, che continua ancora dopo molti anni. Quest’anno, tuttavia, è stato diverso.

75 anni dopo la Liberazione dall’occupazione nazi-fascista, gli italiani hanno celebrato l’evento nella sicurezza delle loro abitazioni, durante l’emergenza sanitaria del coronavirus. Gli italiani hanno festeggiato questa data significativa confinati nelle loro case.Sembra che, dopo quasi un secolo, il paese soffra per le restrizioni fisiche oggi più che mai. Si potrebbe pensare che quest’anno l’Italia sia stata derubata dell’opportunità di unirsi per ricordare l’oppressione e di essere grata per la sua libertà? O, invece, i tempi strani della pandemia hanno mostrato la determinazione e l’unità dell’Italia oggi?

Diversamente dalle fotografie emblematiche del 1945, le immagini del 25 aprile 2020 hanno mostrato un’Italia dalle piazze deserte, ma dietro quegli scatti c’era sempre la stessa forza e determinazione degli italiani di non arrendersi. L’immagine potente del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mascherato, da solo, mentre rendeva omaggio alla tomba del Milite Ignoto senza pubblico e con solo pochi giornalisti e fotografi è l’immagine della solidarietà che non solo ha reso omaggio ai soldati, ma che ha anche fotografato l’umore della nazione durante questo tempo. Tutti gli italiani hanno visto quest’immagine di Mattarella in questo giorno e ciò ha ricordato agli Italiani che se anche sono da soli, sono uniti nelle celebrazioni di questo giorno importantissimo. Il messaggio di Mattarella includeva le parole “l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili” e sembra che il coronavirus sia un altro ostacolo che l’Italia supererà.

I cittadini italiani, sventolando il Tricolore dalle loro finestre, si sono sentiti uniti nella loro identità italiana, nonostante non fossero insieme fisicamente. In questo modo si vede come gli italiani, dopo tre quarti di secolo, continuano ad essere positivi durante i periodi difficili e come il senso forte dell’identità italiana rimarrà sempre.

Natasha Tailby-Faulkes has won the Sixth Form category for Italian in the 2020 Independent Schools’ Modern Languages Association Original Writing competition. Well done Tash!

In Citta Gireremo Cosi? — Katherine Savage, Miranda Robertson, Skye Slatcher

Here is a collaborative translation of an article about a prediction of what travel will look like in the future, from Italian to English.

In città gireremo così?»: la copertina della Domenica del Corriere del 1962 che anticipa la mobilità di oggi‘Will we go around the city like this one day?’: the cover of the Domenica del Corriere from 1962, which anticipated today’s travel
Le «Singolette» che si muovono nel traffico, illustrate da Walter Molino, appaiono «profetiche». In tempi di emergenza coronavirus ricordano l’importanza di ridisegnare gli spostamenti urbani, dalle nuove norme per i mezzi pubblici alle piste ciclabiliThe ‘Singlets’ that move in traffic, illustrated here by Walter Molino, seem almost ‘prophetic’. In the times of the Coronavirus emergency, they remind us of the importance of redesigning urban travel, from new rules for public transport to cycle paths.
Sono passati 58 anni, ma quell’immagine sembra scattata nel traffico delle grandi città di oggi. L’illustrazione «In città gireremo così?», firmata da Walter Molino e pubblicata sulla copertina de La Domenica del Corriere del 16 dicembre 1962, mostra alcune «singolette» mentre si muovono in città. Ma di cosa si tratta?58 years have passed, but that image seems to have been taken from today’s traffic in the big cities. The illustration, entitled ‘Will we go around the city like this one day?’, signed by Walter Molino and published on the cover of the Domenica del Corriere on the 16th December 1962, shows many ‘singlets’ moving through a city. But what is it about?
Piccole vetture che trasportano il passeggero in piedi, lo isolano dall’esterno e occupano poco spazio, andando incontro anche al problema della carenza di parcheggi. A qualcuno, forse, ricorderanno il Segway, il due ruote elettrico inventato da Dean Kamen nel 2001. All’epoca il disgeno di Molino voleva raccontare una «futuristica» soluzione al traffico delle grandi città, come chiarito anche nella didascalia: «Ecco come potrebbe essere alleggerito il traffico nelle città. Anziché le attuali e ingombranti vetture, delle minuscole auto monoposto che occupano una minima superficie e che potrebbero essere battezzate singolette».They are small carries carrying a standing passenger, isolating them from the outside world and taking up little space, also resolving the issue of a lack of parking spaces. Perhaps, some people may be reminded of the Segway, the electric two-wheeler, invented by Dean Kamen in 2001. At the time, Molino’s design was intended to capture a ‘futuristic’ solution to the traffic in larger cities, as he clarified in the caption: ‘Here is how traffic in cities could be eased. Instead of the current, bulky cars, they are tiny, single-seater cars that occupy a minimal surface area, which could be called ‘singlets’.
Una nuova mobilità
Vista oggi, in tempi segnati dall’emergenza sanitaria, quest’immagine torna a farci riflettere. Il lockdown imposto in tutto il mondo per fermare la diffusione del Covid-19 si è rivelato — infatti — positivo in termini di inquinamento atmosferico (qui lo studio), e ha portato molte amministrazioni a ridisegnare gli spostamenti urbani, dalle nuove norme per i mezzi pubblici alle piste ciclabili provvisorie (come nel caso di Milano), dalla programmazione delle corse (ripensando agli orari per evitare congestioni nelle ore di punta) al potenziamento della sharing mobility come alternativa sostenibile all’auto privata.
A new way of travelling
As seen today, in times marked by the current health emergency, this image calls us to reflect again. The global lockdown imposed to stop the spread of Covid-19 turned out to be positive in terms of atmospheric pollution and led many governments to redesign their urban travel, from new rules for public transport to provisional cycle paths (for example in the case of Milan), from the rescheduling of buses (rethinking the timetables to avoid congestion during rush hour) to the enhancement of shared travel, as a sustainable alternative to private cars.

Auschwitz — Skye Slatcher

Auschwitz è diventata nota a livello mondiale come un simbolo di morte, genocidio, odio e, soprattutto, per l’Olocausto. Il campo fu aperto dai nazisti nel 1940. Quando le prigioni naziste diventarono sovraffollate, i tedeschi, occupando la Polonia, decisero che i 20 edifici della caserma dell’esercito, nella città polacca di Oswiecim, potessero essere un nuovo campo. Inoltre, era vicino a una stazione ferroviaria.

Oggi, Auschwitz-Birkenau è unico, perché è il più grande e meglio conservato campo nel mondo. Non ci sono solo edifici, è molto più di questo. Sono le prove. L’atmosfera. I ricordi. Gli oggetti. Il senso della vita che hanno vissuto i prigionieri. Le persone reali che c’erano una volta. È davvero speciale. Evoca emozioni come nessun altro posto può.

‘Arbeit macht frei.’ Il lavoro ti renderà libero. Questa era la promessa che i prigionieri leggevano ogni giorno, sperando che fosse vera, sapendo che non lo era. La sera, i compagni di campo camminavano di nuovo verso il cancello, portando i corpi dei morti. Camminando sullo stesso terreno come loro, eravamo tutti silenziosi. Famiglie distrutte. Sogni infranti. Vite finite. Sulla destra c’è la piazza dell’orchestra. Per mantenere la gente in marcia, i nazisti radunavano i prigionieri che potevano suonare alcuni strumenti per far andare gli altri prigionieri a tempo.

Con alcuni edifici aperti al pubblico e trasformati in mostre, il blocco 4 è il primo del tour. “Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.” Questa citazione di George Santayana è appesa al muro. Una citazione quasi perfetta per un posto come Auschwitz. 1,3 milioni di persone sono state inviate in quel campo. 900.000 persone sono state uccise appena arrivate. 1,1 milioni erano ebrei. Hans Frank, Governatore generale della Polonia occupata, disse: “Gli ebrei sono una razza che deve essere totalmente sterminata.” Oltre agli ebrei sono stati uccisi 150.000 polacchi. 23.000 Rom. 15.000 prigionieri di guerra sovietici.

Questo blocco era pieno di documenti di registrazione originali. Voci di diario dei prigionieri. I documenti di Maksymilian Kolbe, che ora è un santo, perché lui è morto per salvare la vita di un altro uomo. Dietro il vetro, ho visto contenitori vuoti di Zyklon B (i pellet usati per uccidere le persone nelle camere a gas). Di sopra, c’erano due tonnellate di capelli. I nazisti tagliavano i capelli ai prigionieri, per fare la stoffa. Era scioccante.

Poi, ho imparato dei magazzini Kanada. Quando gli ebrei sono arrivati, i nazisti hanno preso tutte le loro cose. Dopo, alcuni dei prigioneri dovevano ordinare tutti gli oggetti e i tedeschi prendevano i bei vestiti, mentre il resto andava in una fabbrica per essere riutilizzato. I magazzini sono chiamati ‘Kanada’ perché pensavano che il Canada fosse un Paese di ricchezze. Tuttavia, questi beni non erano le uniche cose che i nazisti hanno preso.

Il Blocco 5 è dedicato all’evidenza dei crimini nazisti. La prima stanza ha tutti gli occhiali che gli ufficiali del SS hanno preso e che furono trovati quando il campo fu liberato. I nazisti hanno provato a distuggere ogni prova, così nessuno avrebbe saputo cosa facevano. La seconda stanza ha ‘Tallitots’ (scialli di preghiera ebraici); poi, le protesi. Qualcuno con una disabilità è stato ucciso immediatamente. Nella stanza ci sono stampelle, sedie a rotelle, braccia e gambe di legno. La terza stanza: pentole e padelle. Queste cose dimostrano che le persone pensavano di avere una vita migliore. Ci sono anche le valigie, e una con scritto ‘Waisenkind’ (orfano). Dopodiché, ci sono 40.000 paia di scarpe. Scarpe per bambini. Scarpette da danza classica. Stivali. Sandali. Tutto. Mi chiedevo come nessuno avesse potuto aiutarli? Come è stato permesso a Hitler di continuare a fare tutto questo per 5 anni?

Sono entrata nel corridoio del blocco successivo. I muri erano ricoperti di immagini di ogni compagno di campo conosciuto, con i nomi e numeri. La data di nascita, a volte sconosciuta, ma la data di morte era sempre documentata. Ricordo due foto molto chiaramente. Due ragazze, gemelle. I loro occhi sembravano quasi sorridere. Le loro bocche chiedevano aiuto. Non dimenticherò mai i loro volti.

Gli esperimenti medici erano comuni ad Auschwitz. Nel blocco dieci, si svolgevano esperimenti e prove. Non è aperto al pubblico, ma si trova vicino al “muro della morte”. Mengele e Clauberg hanno lavorato alla sterilizzazione. Molte delle donne ebree sono morte qui o furono assassinate per testarne gli effetti sui loro organi. Test antidroga, effetti della fame e ricerca sui gemelli. Anche se i test non erano etici, costituiscono la base di molti dei nostri trattamenti moderni.

Blocco 11: la prigione. Sembra inutile avere una prigione in una prigione, ma i nazisti hanno imprigionato i compagni di campo che hanno tentato di scappare o simili. Nel seminterrato ci sono stanze che vietano certe cose, come la luce del sole o l’aria fresca. Santo Maksymilian Kolbe è stato imprigionato nella cella della fame e, dopo due settimane, è morto ma solo dopo un’iniezione di fenolo. Accanto a questo edificio c’è un cortile con il “muro della morte”, dove i prigionieri politici stavano in piedi, nudi e venivano fucilati. Gli altri compagni di campo non guardavano, ma sapevano quando sentivano i proiettili. 5000 persone sono morte così. Siamo rimasti tutti in silenzio, in segno di rispetto.

L’ultimo posto che ho visto nel campo principale era la camera a gas e il crematorio. Quello era l’ultimo posto che la maggior parte delle persone ha visto ad Auschwitz. Scuro. Così tranquillo. Ci sono piccole fessure in cima al muro, dove i nazisti hanno lanciato lo Zyklon b. Senza pietà. Persone innocenti. Era tutto ingiusto. Così tante persone felici sono morte come nient’altro che numeri. Una lacrima è scesa lungo la mia guancia. Un tempo diverso e avrei potuto essere io. Nei vestiti a righe. Lavorare per essere liberata. ‘Arbeit macht frei.’ Se i nazisti sono riusciti a nascondere le prove, non lo scriverei. Non lo posso immaginare.

Dopo un breve viaggio, sono arrivata a Birkenau. Questo era il più grande campo di concentramento nazista. Era la loro azione finale. Nell’estate del 1944, c’erano 90.000 prigionieri. È stato costruito per essere un campo di concentramento, mostrando la dedizione nazista. L’ingresso è enorme. I nazisti ne erano orgogliosi. I treni pieni di ebrei arrivavano spesso. Un medico esaminava ogni persona e decideva se doveva morire immediatamente. La rampa è stata la destinazione finale di migliaia di persone.

Le camere a gas ora sono in rovina, perché i nazisti le hanno fatte esplodere. Hanno gettato le ceneri in uno stagno vicino al crematorio II. Lo sterminio di massa degli ebrei ha cominciato ad Auschwitz nel 1942. All’inizio hanno sepolto i corpi in grandi tombe, poi, li hanno bruciati sulle pire. Nel 1943 hanno installato 4 grandi crematori e camere a gas. Tra il 1943 e il 1945, i nazisti hanno ucciso 500.000 persone a Birkenau. Un numero inimmaginabile. Persone reali. Spazzatura. Per i nazisti erano solo spazzatura. La parola tedesca per i forni è ‘Müllerbrennungsofen’ – letteralmente ‘inceneritore di rifiuti’.

Ora, un grande monumento è tra i due edifici della morte. Un bellissimo memoriale dedicato a tutti coloro sono morti qui. Di fronte ci sono targhe nelle principali lingue dei prigionieri.

A Birkenau, c’erano due tipi di caserme. Gli edifici in mattoni erano per 700 persone, con 180 “letti”. Ogni cuccetta era stata progettata per 4 persone, ma di solito 8 persone dormivano lì. Niente cuscini. Le coperte di paglia erano condivise. Gli edifici in legno erano per 400 persone. Senza finestre. I letti a tre livelli erano progettati per 15 persone, ma 22 persone dormivano lì normalmente. A causa delle terribili condizioni di vita, c’erano molti focolai delle malattie.

Auschwitz. Una mostra di alcuni degli eventi più terribili del mondo. Nessun libro o film può trasmettere la vera atmosfera lì. Il senso di unità in un luogo costruito per azioni razziste. Oggi dobbiamo guardare indietro e imparare dagli errori del passato. È un luogo indescrivibile e indimenticabile.

‘Niechaj na wieki będzie krzykiem rozpaczy i przestroga dla ludzkośći. To miejsce, w którym Hitlerowcy wymordowali około półtora miliona mężczyzn, kobiet i dzieci, głównie żydów z różnych krajów Europy.’

‘Forever let this place be a cry of despair and a warning to humanity, where the Nazis murdered about one and a half million men, women and children, mainly Jews from many countries of Europe.’

‘Grido di disperazione ed ammonimento all’umanità, sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, principalmente ebrei, da vari Paesi d’Europa.’può

Auschwitz-Birkenau

1940-1945